Sempre di più negli ultimi anni, nei campi del design e dell’arredamento di interni, si sta affermando la spasmodica ricerca del prodotto originale, del “pezzo unico” da ottenere a tutti i costi.
I processi di globalizazione del mercato e delle merci hanno prodotto in questo settore un’enorme ondata di prodotti a basso costo, che in un primo momento ha soddisfatto il mercato degli acquirenti, offrendo l’inedita possibilità (o quantomeno l’illusione) di acquistare oggetti progettati e realizzati con cura, in una parola Design.
Ben presto però i nostri spazi si sono riempiti di oggetti seriali e ripetitivi, e quella che inizialmente ci era apparsa come la nuova via verso un design fresco, vivace e finalmente democratico, si è rivelata per quello che era: una continua ripetizione e riproposizione di poche forme e modelli ormai consolidati.
Le nostre case assomigliano sempre più al catalogo dei grandi magazzini e dei centri commerciali che frequentiamo e,ciò che è peggio, la nostra casa assomiglia sempre di più a quella del nostro collega di lavoro, del nostro parente,amico, vicino di pianerottolo.
Il rapporto tra idee e oggetti non è mai stato così impari, per cui una stessa idea viene riproposta in migliaia di esemplari, viene clonata all’infinito, con piccole variazioni rispetto al modello di partenza.
Di fronte alla conseguente domanda di oggetti maggiormente differenziati e personalizzati, il mercato risponde non certo abbandonando le logiche della produzione seriale e di massa, ma attraverso due strade solo parzialmente diversificate.
La prima consiste nell’introduzione negli oggetti di un sempre maggiore grado di sofisticazione e di complessità, in una parola di “decorazione”:negli ultimi anni abbiamo assistito alla riproposizione a piene mani di motivi barocchi, arabeschi, floreali, optical...in un continuo crescendo di elementi decorativi ed ornamentali.
La seconda strada consiste nel delegare all’utente finale la personalizzazione dell’oggetto o degli spazi, offrendogli la possibilità di modificarne la forma, il colore o la funzione, oppure creando prodotti il cui unico scopo è quello di rendere originale e personalizzato l’ambiente in cui viviamo.
Luci multicolor, arredi modulari e componibili, così come appliques, stencil e decorazioni da parete ci vengono in soccorso nel nostro sforzo di customizzazione di singoli arredi o interi ambienti.
Entrambe le tendenze, anzichè attenuarlo, finiranno con l’aumentare il problema della ripetitività di quanto ci circonda, quando le nostre case saranno sature di oggetti in principio originali, esotici e inconsueti, di fatto ormai comuni, seriali e per di più tutt’altro che sobri.
In entrambi i casi si viene a creare un enorme cortocircuito: per risolvere il problema della spersonalizzazione degli oggetti causato dalla produzione di massa, si creano oggetti di massa con un’accentuata caratterizzazione estetica e formale, oggetti tanto personalizzati quanto diffusi e seriali e quindi impersonali, e il ciclo si ripete all’infinito.